giovedì, 29 dicembre 2005

 

Giornate frenetiche queste ..sto lavorando tanto e ho la testa persa

dietro a mille preoccupazione e  a un gran da fare.

ma è da un po' che accarezzo l'idea di volermi più bene...

ho deciso ..ho programmato ..e ...messo in atto....

l'ho fatto senza pensare a quello che potrebbe essere...con leggerezza..

quella leggerezza che non mi caratterizza..quasi mai...

si vedrà....

Auguro a tutti voi un anno meraviglioso....

 

 

TU SEI ALTROVE

Ho disimparato pure a dormire, mi sveglio sempre presto, come i vecchi,

anche quando potrei permettermi il contrario.

Neanche sulla corriera riesco ad appoggiare la testa sul finestrino e fare come gli altri.

Sto disimparando pure a fingere. Prima avevo il mio sistema bello e pronto:

esco alle otto di mattina e torno alle otto di sera,

nel mezzo devi sottostare ad una manica di neocalvinisti incravattati,

beghe,controbeghe, piccoli e grandi accondiscendenze,

umiliazioni su misura come colletti di camicia,

ma ecco il sistema che accorre e ti salva, dicendoti

tranquillo, non preoccuparti, non sei li', tu sei altrove.

Considerando che alle 11.00 vai a letto per stare la maggior parte del tempo

A fissare il soffitto e tua moglie che dorme, (ma tu non sei li', tu sei altrove)

Rimangono tre ore in cui devi fare i piatti, preparare la pappa al bambino

E litigare con tua moglie che e' sveglia, ma tu non sei li', tu sei altrove.

C'e' il fine settimana poi, in cui il sabato devi fare quello che non sei riuscito a fare prima

E la domenica devi andare a pranzo dai genitori o conversare con gli amici

O scopare con tua moglie che meta' dorme e meta' e' sveglia,

ma tu non sei li', tu sei altrove. Ho capito, ma dove cavolo stai ?

Forse ti nascondi nelle curve di una S o nel guscio di una U o sotto al tetto di una T,

forse soggiorni tra le righe delle tue poesie che nessuno legge.

Il tutto mentre la tipa che siede una fila avanti me sghignazza con l'amica del cuore

E sentenzia che l'uomo ideale deve essere alto almeno 1.72.

Due centimetri, cazzo.

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domenica, 18 dicembre 2005


Voglio che tu sappia una cosa.
Tu sai com'è questa cosa:
se guardo la luna di Cristallo,
il ramo rosso del lento autunno alla mia
finestra,
se tocco vicino al fuoco l'impalpabile cenereo il rugoso corpo della legna

tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi
che vanno verso le tue isole
che m'attendono.
Orbene, se a poco a poco cessi d'amarmi
cesserò d’amarti a poco a poco.
Se d'improvviso mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo il vento di bandiere che passa per la mia vita e
ti decidi a lasciarmi sulla riva del cuore in
cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ ora
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno a cercare altra terra.
Ma se ogni giorno,ogni sera
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile
se ogni giorno
sale alle tue labbra un fiore a cercarmi
ahi, amore mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né dimentica
il mio amore
si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà
tra le tue braccia senza uscire dalle mie.


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sabato, 17 dicembre 2005

strada.jpg

Lettera a.......

E' un mondo strano questo...è una vita strana quella che ci circonda...
cammini da sola..incrociando persone che ti seguono sulla tua strada o te ne fanno percorrere una nuova...
le lasci ad un bivio...
le perdi in una notte senza stelle....
spariscono come un miraggio nel deserto....
eppure tu che fai?
continui a camminare....
certa che un giorno troverai un viaggiatore come te sulla strada....
un viaggiatore che cerca un emozione..pronto a trovarla nel profumo della terra dopo il temporale..nell'odore inebriante della sabbia toccata dall'onda....nel colore di un tramonto..nello sguardo di due occhi profondi come nemmeno tu sai...
E tu cammini...
sicura che un giorno da un anonimo incrocio arriverà....qualcuno...
e forse sarà tutto così come l'hai immaginato..o forse sarà solo ancora una volta un incontro che durerà quanto una notte di luna piena...

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martedì, 13 dicembre 2005

INVITI SUPERFLUI   di  Dino Buzzati
Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti assieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo per le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spianavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi la vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. "Ti ricordi?" ci diremo l'un l'altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento. Ma tu - ora mi ricordo - non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, nè battesti mai alla porta del castello deserto, nè camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, nè ti addormentasti sotto le stelle d'Oriente, cullata da piroga sacra. Dietro i vetri, nella sera d'inverno, probabilmente noi rimarremmo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei "Ti ricordi?", ma tu non ricorderesti.
Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell'anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade nascono spesso pensieri malinconici e grandi; e in date ora vaga la poesia, congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene. Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione. Ci terremmo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensare, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre della città, le avventure, i vagheggiati romanzi. E allora noi taceremo sempre tenendoci per mano, poichè le anime si parlano senza parola. Ma tu - adesso mi ricordo - non mi dicesti cose insensate, stupide e care. Nè puoi quindi amare quelle domeniche che io dico, nè l'anima tua sa parlare alla mia in silenzio, nè riconosci all'ora giusta l'incantesimo della città, nè le speranze che scendono dal settentrione. Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrare fortuna. Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo e nient'altro.
Vorrei anche andare con te d'estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l'acqua che passa, ascoltare nei pali del telefono quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai. E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull'erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e le bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne. Tu diresti "Che bello!" Niente altro diresti perchè noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come fossero nate allora.
Ma tu - ora che ci penso - tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupta esaminare una calza, mi chiederesti un'altra sigaretta, impaziente di fare ritorno. E non diresti "Che bello!", ma altre povere cose che a me non importano. Perchè purtroppo sei fatta così. E non saremmo neppure per un istante felici.
Vorrei pure - lasciami dire - vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colma di inquietudini. Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando sopra di sè una specie di musica. Con la canida superbia die bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto. Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensì sorridendo un poco, con sentimento di bontà, per via della sera che guarisce le debolezze dell'uomo. Ma tu - lo capisco bene - invece di guardare il cielo di cristalloe  gli aerei colonnati battuti dall'estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, nè dei presentimenti che passano, nè ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa. Nè udresti quella specie di musica, nè capiresti perchè la gente ci guardi con occhi buoni. Tu penseresti al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d'oro sulle guglie alzeranno le spade sugli ultimi raggi. Ed io sarei solo. E' inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d'estate o d'autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda. Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare - ti prometto - gli scricchiolii misteriosi del tetto, nè guarderò le nubi, nè darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche all'amore. Ma io ti avrò vicina. E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo.
Ma tu - adesso che ci penso - sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili da valicare, tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati. Ed è bastato poco perchè ti dimenticassi di me. Probabilmente non riesci più a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso fra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose.
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venerdì, 09 dicembre 2005

 

Questione aperta

Devo molto
a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’ amore non può darlo
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’ amore non capisce,
perdono
ciò che l’ amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un’ eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

“Non devo loro nulla” –
direbbe l’ amore
su questa questione aperta.

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mercoledì, 07 dicembre 2005

 

quello che sento...

Che strano..avere il desiderio di scrivere..di trasmettere pensieri..emozioni...sensazioni....

 che scorrono dentro quasi incessantemente ogni giorno..

Che strano...

Eppure sto passando giorni travagliati fatti di pensieri...di quei pensieri che distolgono l'attenzione

anche dalle cose che amo....che mi fanno trascurare le letture preferite..la musica..i contatti.

Eppure è così...sono un ottimista...una sognatrice..ma certe volte la razionalità che alberga in me..

quella razionalità che non appartiene al  mio segno zodiacale.......provoca momenti di "buio".

ed io che amo il silenzio..quando mi serve per rilassarmi....

mi trovo a vivere momenti di silenzio inaspettati e non voluti...

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domenica, 04 dicembre 2005

 

keane -Somewhere Only We Know-

I walked across an empty land
I knew the pathway like the back of my hand
I felt the earth beneath my feet
Sat by the river and it made me complete
Oh simple thing where have you gone
I'm getting old and I need something to rely on
So tell me when you're gonna let me in
I'm getting tired and I need somewhere to begin

I came across a fallen tree
I felt the branches of it looking at me
Is this the place we used to love?
Is this the place that I've been dreaming of?

Oh simple thing where have you gone
I'm getting old and I need something to rely on
So tell me when you're gonna let me in
I'm getting tired and I need somewhere to begin

And if you have a minute why don't we go
Talk about it somewhere only we know?
This could be the end of everything
So why don't we go
Somewhere only we know?

Oh simple thing where have you gone
I'm getting old and I need something to rely on
So tell me when you're gonna let me in
I'm getting tired and I need somewhere to begin

And if you have a minute why don't we go
Talk about it somewhere only we know?
This could be the end of everything
So why don't we go
Somewhere only we know?

This could be the end of everything
So why don't we go
Somewhere only we know?

Un posto dove fumare in pace e ascoltare in solitudine questa canzone....si sarà da qualche parte?

 


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venerdì, 02 dicembre 2005

                                          SOSPESA

             Ieri di ritorno dai miei giri , per tornare a casa, ho preso la strada che costeggia il mare e mi sono fermata un attimo, in macchina..sotto una pioggia incessante a guardarlo quel mare che tanto amo .era agitato, gonfio di onde grigie che arrivavano veloci a riva. Davanti a me un orizzonte di piombo.Tu non hai orizzonti ma alte montagne innevate...ricordo bene quella vista..sembrava di essere sospesi...un po' come mi fai stare tu...Sospesa...

provo a scriverlo qui, questo pensiero..perchè sono stanca..di tenermelo nel cuore....perchè vorrei fare ordine..perchè vorrei che finisse o che ricominciasse...perchè questo ormai per me è un gioco al massacro.

postato da amorzao alle ore 15:18 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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C'è un solo incontro e non sempre c'è un solo addio e devo sempre stare sul chi vive:nel grande cimitero dei miei io vivo una vita tutta recidive.


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